Contributi INPS della Partita IVA: confronta le gestioni

Per calcolare i contributi INPS devi partire dalla gestione corretta: Gestione Separata, Artigiani e Commercianti hanno basi, minimali e aliquote differenti.

Prima di stimare i contributi, individua la tua gestione previdenziale. Nella Gestione Separata il contributo è proporzionale alla base entro il massimale; per Artigiani e Commercianti entra in gioco anche una contribuzione minima.

Calcola contributi e imposte

Gestione Separata: contributo proporzionale

Se sei un professionista senza altra tutela obbligatoria, per il 2026 applica il 26,07% entro il massimale di 122.295 euro. Il minimale di 18.808 euro serve a valutare l’accredito dell’intero anno: non crea un contributo minimo fisso.

Se resti sotto il minimale, continui a calcolare i contributi in proporzione alla base, ma potresti ottenere meno mesi accreditati. Con altre posizioni assicurative o pensionistiche possono valere aliquote diverse, che la stima non presume automaticamente.

Artigiani e Commercianti: minimo e quota variabile

Per il 2026, il minimale di reddito di 18.808 euro genera contributi minimi annuali. Sulla parte oltre il minimale applichi le aliquote percentuali, con un punto aggiuntivo oltre 56.224 euro e un massimale che cambia in base all’anzianità contributiva.

Scegli con attenzione tra Artigiani e Commercianti, perché aliquote e importi minimi non coincidono. Se sei in forfettario, la stima usa la contribuzione piena e non applica la riduzione opzionale del 35%.

Non trovi INARCASSA, Cassa Forense o ENPAM nel calcolatore. ENPAP è disponibile solo per il 2025 nel profilo standard previsto dalla stima; ENPAP 2026 non è disponibile e puoi leggere il motivo nella pagina sul metodo.

Non confondere i due minimali e i fondi esclusi

Nella Gestione Separata il contributo resta proporzionale alla base entro il massimale. Usa il minimale per capire se maturi l’accredito pieno dell’anno, non come importo fisso da aggiungere automaticamente alla stima.

Per Artigiani e Commercianti, invece, il minimale produce contributi minimi e le aliquote si applicano poi alla parte eccedente. La stima considera la contribuzione piena e non usa la riduzione opzionale del 35% prevista per alcuni forfettari.

Se il tuo fondo non compare tra le opzioni, non sostituirlo con una gestione simile. ENPAP è disponibile solo per il 2025 ed ENPAP 2026 non è disponibile; INARCASSA, Cassa Forense ed ENPAM restano fuori dal calcolo perché mancano regole complete e verificabili per la stima.

Esempi di calcolo

Esempio 2026 per la Gestione Separata

  1. Parti da una base previdenziale ipotetica di 20.000 €.
  2. Calcola i contributi: 20.000 × 26,07% = 5.214 €.
  3. La base supera il minimale di accredito 2026, quindi in questo esempio non ricevi l’avvertenza di accredito parziale.

Attenzione: L’esempio vale per un professionista senza altra copertura previdenziale obbligatoria.

Domande frequenti

Devo versare un contributo fisso nella Gestione Separata?

No. Nel caso considerato, il minimale indica il reddito necessario per l’accredito pieno dell’anno; sotto quel livello continui a versare in proporzione alla base.

Se sono Artigiano o Commerciante, pago contributi anche con un reddito basso?

In via ordinaria sì, perché è prevista una contribuzione sul minimale. Devi verificare separatamente eventuali riduzioni e casi particolari.

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Metodo, fonti e limiti

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Fonti principali

Cosa copre

Il confronto riguarda Gestione Separata, Artigiani e Commercianti, con aliquote, minimali, massimali e avvertenze ricavate dalle fonti INPS.

Cosa non calcola

Riduzioni opzionali, posizioni assicurative particolari e fondi professionali assenti dalle opzioni richiedono un controllo separato.

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